PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

giovedì 27 ottobre 2016

LA SALIDA LAVOLPIANA

Per questo è fondamentale una spaziatura tra i tre giocatori della linea arretrata che permetta di dilatare la distanza tra gli avversari in pressione senza però far perdere la connessione tra i tre calciatori. Inoltre, serve un’ottima sensibilità nella scelta che deve compiere il difensore in possesso tra passare la palla e portarla, al fine da indirizzare la pressione verso un lato del campo e potere liberare il giocatore dal lato debole.

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IMMAGINE DA ULTIMOUOMO.COM




Nel caso scolastico in cui i tre giocato
ri arretrati (i due centrali e il centrocampista che si abbassa) si trovano ad affrontare una linea di pressione composta da due calciatori, per attrarre efficacemente la pressione da un lato è importante che il centrale in possesso del pallone abbia la capacità di portarlo per indurre l’avversario a spostarsi verso il lato forte in chiusura; giunta la pressione, il centrale deve essere però in grado di muovere il pallone nei tempi e con la qualità necessari per andare a sfruttare il lato debole.

Oppure, nel caso in cui gli avversari non vadano direttamente in pressione, deve essere capace di continuare a condurre il pallone in zona più avanzata, attraendo così la pressione di un componente della seconda linea di pressione avversaria, destrutturandola e generando di conseguenza vantaggi posizionali a catena (trasmettendo cioè la superiorità numerica e posizionale al centrocampo).

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