PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore. Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole. Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

venerdì 17 febbraio 2017

IL 4 4 2

Siamo tutti "allenatori": analisi del 4-4-2
21.10.2009 12:59 di Rosario Ligato   articolo letto 272 volte

Buongiorno a tutti gentili lettori.  Questa mattina vorrei parlare di un argomento che oggi giorno è nella bocca di tutti, vale a dire il sistema di gioco adottato dalle squadre di calcio.
Anni fa si sentiva parlare di : “terzino”, “stopper”, “libero”, “ala”, “regista”, e così via.
Oggi invece, in qualsiasi ambiente dove si discute di calcio: stadio, web, bar, lavoro, ognuno di noi esterna i suoi pensieri calcistici partendo dallo schema tattico migliore per la propria squadra del cuore, 4 4 2, 4 3 3, 4 3 2 1, 3 4 3, considerando meno importanti altri fattori che compongono tutto l'insieme del gioco del calcio.


E' riduttivo pensare che il rendimento di una squadra è legato allo schema tattico adottato, bensì ad una serie di componenti quali: le qualità tecniche dei calciatori a disposizione, le qualità fisiche, la predisposizione al sacrificio di ognuno di essi, la volontà di raggiungere un risultato importante, stimoli e motivazione, capacità del tecnico di guidare una squadra gestendola al meglio, creando prima di tutto un gruppo unito che remi per la stessa direzione, dove il rispetto per gli altri è il primo valore per l'ottenimento di risultati importanti, una società che faccia sentire la sua presenza intorno alla squadra e un ambiente esterno che dia quella tranquillità necessaria per potersi esprimere al meglio.

Ecco, per raggiungere obiettivi importanti, una squadra necessita di una moltitudine di fattori.
In sede di calciomercato, o nel corso del campionato, specie quando le cose non vanno per il meglio, ognuno di noi si veste da “allenatore”, ed ecco che spuntano i numeri, 3 4 3, 4 4 2 ecc.
Innanzitutto bisogna partire da una considerazione basilare: un allenatore deve adottare un modulo di gioco compatibile con le caratteristiche dei propri calciatori e non viceversa.

Non ho mai amato gli allenatori che applicano un modulo rigido, allenatori che non hanno la capacità di modificare l'assetto a seconda delle situazione, delle caratteristiche dei calciatori.
Per prima cosa mi piace ammirare le squadre che hanno un' organizzazione di gioco importante, in tutte le categoria tanto per intenderci, faccio l'esempio del Barcellona, del Padova, del Portosummaga in prima divisione. Squadre che esprimono la loro forza puntando tutto sul gioco, facendo passare in secondo piano il modulo adottato.

Mi sembra opportuno analizzare meglio lo schema tattico maggiormente usato dalle squadre di calcio, cioè il 4 4 2 , dicendo, però, che un modulo stesso viene interpretato in tantissimi modi, varianti applicate a seconda delle conoscenza e idee dell'allenatore. Faccio un esempio: il 4 4 2 adottato da Del Neri è molto diverso dal 4 4 2 adottato da Ranieri.

Il 4 4 2 in linea generale è uno schema che prevede 4 difensori schierati a zona, 4 centrocampisti schierati a zona e 2 attaccanti. E' un modulo che permette di coprire in modo omogeneo tutte le zone del campo, si basa su 2 tattiche fondamentali, pressing alto e fuorigioco.
In fase offensiva i 2 esterni di centrocampo attaccano la profondità creando così un 4 2 4.
E' uno schema che per poterlo attuare, ha bisogno di calciatori molto dotati tecnicamente e soprattutto
molto veloci, infatti gli esterni di difesa devono spingere in continuazione arrivando al cross, mentre i 2 difensori centrali devono saper: far ripartire l'azione dalla difesa, avere la velocità necessaria per anticipare l'avversario e eventualmente chiudere un'azione avversaria.
I 2 centrocampisti centrali devono svolgere un gran lavoro, aiutando sia la difesa in fase difensiva che l'attacco in fase offensiva.
Il “maestro” per antonomasia di questo modulo è stato Arrigo Sacchi.

Uno dei seguaci di questo modulo è Walter Novellino, attuale tecnico della Reggina, un allenatore che in passato ha raggiunto risultati importanti, ma che adesso è in vera crisi tecnico-tattica.
Da 2 anni ormai Novellino non riesce a concludere un campionato, nel 2008 infatti è stato esonerato dal Torino a 5 giornate dal termine del campionato, viene richiamato da Cairo nel dicembre 2008 ma dopo 15 giornate viene nuovamente esonerato.

Viene ingaggiato dalla retrocessa Reggina di Foti per seguire un progetto che mira nell'immediato ritorno in serie A, ma dopo 10 giornate di campionato la Reggina naviga nei bassi fondi della classifica di serie B. Novellino è vicino all'esonero, venerdì potrà essere decisiva la partita contro il “blasonato” Torino.

Il tecnico di Montemarano paga la poca elasticità tattica, nonché un'organizzazione di gioco inesistente. Non è riuscito a creare un gruppo solido, non è riuscito a cambiare una mentalità improntata sulla salvezza da troppi anni radicata nell'ambiente amaranto.
Novellino non è riuscito a capire che il suo 4 4 2 non è adatto con la rosa a disposizione, la difesa è lenta e i vari Valdez, Santos, Capelli, Lanzaro, sono discreti marcatori, ma non adattabili al gioco a zona, la rosa della Reggina non dispone di un terzino destro con le caratteristiche necessarie per fare questo modulo, stesso discordo vale per l'esterno sinistro di centrocampo. I vari acquisti hanno deluso, Pagano non è paragonabile a Sestu, Bonazzoli seppur utilizzato male non ha dato quel quid in più.

Ritengo che la rosa della Reggina abbia le qualità necessarie per invertire la rotta e arrivare tra le prime 2, non credo, però, che Novellino sia l'uomo giusto per sfruttare al meglio le caratteristiche di questi giocatori, allenatore rigido, allenatore che non riesce a capire che Bonazzoli e Cacia non possono coesistere perchè, anche se con caratteristiche diverse, occupano lo stesso spazio.
Allenatore che non riesce a vedere che la Reggina prende troppi gol e tutti nella stessa maniera, pagando la disposizione a zona errata della sua difesa.

Avrei voluto vedere con piacere Serse Cosmi sulla panchina Reggina, ieri sera, pero', ha firmato per il Livorno.
Da tifoso amaranto, mi auguro di vedere al più presto in panchina un tecnico capace, un allenatore che applichi un pratico 3 5 2 (il Reja della situazione), modulo che sposa in maniera totale le caratteristiche dei giocatori amaranto.

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