PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

lunedì 8 settembre 2014

ALLENIAMO L'1 CONTRO 1 ATTRAVERSO UNA PARTITA A TEMA CON JOLLY.

In virtù delle nuove esigenze del calcio moderno, mi sembra opportuno fare delle considerazioni che coinvolgono aspetti di tecnica individuale o tecnica applicata. 
Risolvere l'1 contro 1 nel calcio è di fondamentale importanza, non esiste tattica che possa essere sorrette se prima non vengono risolte alcuni concetti base come l'1 contro 1.
“il calcio in fin fine è sempre un 1 vs 1”. 
In questa esercitazione, si gioca una partita a tema dove le marcature a uomo sono prestabilite, chi difende su un uomo non può difendere un un altro, si gioca con l'ausilio di 2 jolly esterni. Si abitua il giocatore ad effettuare le 2 fasi di gioco. 
Spesso un gol si evita o si realizza solamente perché nel duello finale uno 
prevale sull’altro in funzione di un errore commesso o di una grande 
giocata fatta dall’attaccante. 
Ma oltre a questa considerazione è mia intenzione mettere in evidenza 
l’uno contro uno inteso come l’abilità tecnica del possessore di palla di 
superare in dribbling il difensore che si contrappone e che mette in atto le 
migliori strategie per evitare di essere saltato . 
Cosa deve fare il giocatore che intende realizzare un dribbling ? 
Prima di tutto puntare l’avversario e quindi avvicinarsi ad una distanza 
tale che gli consenta di superarlo, mantenendo chiaramente il possesso 
della palla. 
Il dribbling è quasi sempre preceduto da movimenti di inganno, le finte, 
che hanno lo scopo di sbilanciare l’avversario e prenderlo in controtempo. 
Il difensore, attraverso la posizione con la quale intende opporsi al 
dribbling ( divaricata sagittale ) offre sempre un lato debole e il 
possessore di palla dovrebbe tenerlo in considerazione nel momento in cui 
esegue il dribbling. 
E il difensore come si può opporre e quali strategie può mettere in pratica? 
Intanto sembrerebbe scontato dire che il suo primo obiettivo è quello di 
non farsi saltare e nello stesso tempo non dare eccessivo Tempo e Spazio 
al possessore. 
Quindi deve “accompagnare” il possessore e fintare interventi sulla palla 
per generare apprensione e variare così i T-S all’attaccante; infatti nel 
calcio le analisi tecnico tattiche devono essere fatte sempre tenendo in 
conto i parametri Tempo e Spazio di gioco. 
Se l’attaccante in possesso palla non punta il difensore e perde tempi di 
gioco quest’ultimo avrà modo di indirizzare l’avversario dove ritiene 
necessario e più funzionale per lui e per il contesto del gioco. 
Inoltre il difensore deve avere la capacità di sapersi fermare alla giusta 
distanza ( decelerazione ed arresto ) da chi intende eseguire il dribbling, 
soprattutto quando proviene da una fase di corsa in accelerazione. 
E’ necessario pertanto proporre esercitazioni nelle quali il difensore si 
alleni a fronteggiare l’avversario con tempi di partenza differenti rispetto a 
quelli dell’attaccante in modo tale di favorire la percezione di corse 
diverse (fasi di accelerazione/ decelerazione/ arresto che variano). 


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