PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

martedì 1 giugno 2010

Anno nuovo, squadra vecchia
05.01.2010 21:56 di Rosario Ligato   articolo letto 318 volte
Il cileno Carmona, uomo in meno della Reggina
Il cileno Carmona, uomo in meno della Reggina
Dopo l'opaca prestazione di stasera contro il Grosseto, se avessimo una bacchetta magica, porteremmo a Reggio Calabria 8/9 giocatori di categoria. Si badi bene che, la squadra, stasera ha dato tutto, i 12 calci d'angolo a favore ne sono la dimostrazione. Purtroppo, però, il potenziale espresso da questi ragazzi non riesce a sfociare in qualcosa di produttivo che va oltre un pareggio o una vittoria ogni tanto.

La bacchetta magica ci piace lasciarla al Mago Merlino, e gli 8/9 giocatori che servono per inseguire un obiettivo importante, li chiediamo al presidente Foti. Quest'ultimo è già a lavoro per portare in riva allo stretto qualche buon giocatore, anche se, appare molto complicato iniziare l'opera di rivoluzione senza che, i vari: Volpi, Buscè, Cassano, Santos, Brienza, lascino Reggio. Lo impone la legge dell'euro.

Dopo aver venduto quei calciatori che dovevano fare la differenza e che invece, per un motivo e per un altro, non l'hanno fatta, possiamo guardare la situazione in modo diverso, cambiando obiettivo e puntando sui tanti giovani a disposizione, molti dei quali cresciuti al Sant'Agata, motivo di soddisfazione per tutto l'ambiente amaranto.

Ebbene sì, non possiamo continuare ad illuderci pensando di cambiare tutta la squadra e raggiungere i play off, anche se lo vorremmo. Più logico credere nella seconda opzione, salvare la squadra e programmare una risalita in modo graduale, senza quella fretta che, molte volte, fà commettere molti errori, e quest'anno, di errori, se ne sono fatti tanti, a tutti i livelli e in ogni settore.

La partita di oggi, ha evidenziato i molti limiti della squadra di Iaconi. Quest'ultimo schierava Lanzaro, Cascione e Costa a protezione di Marino; centrocampo con Morosini e Rizzato esterni, e Carmona e Barillà a formare la coppia centrale della mediana; attacco che prevedeva Bonazzoli ariete centrale, supportato da Missiroli e Pagano.

Il gol di Pagano dopo 2 minuti faceva presagire ad una partita in discesa. Il Grosseto, però, non stava di certo a guardare e perveniva al pareggio con un gol realizzato dall'ottimo Pinilla su colpo di testa dopo un cross di Vitofrancesco. E' stata una partita brutta, noiosa, spezzettata, fallosa. Carmona già ammonito si faceva espellere per un fallaccio inutile sulla mediana. Reggina in 10 e Grosseto che andava vicino al gol con Pinilla prima che il difensore toscano Freddi seguiva Carmona sotto la doccia per doppia ammonizione.

La manovra amaranto è stata pressochè simile rispetto alle precedenti uscite, una squadra che non riesce a esprimere un gioco degno di ammirazione. Nel secondo tempo, Iaconi schierava la squadra con un 4 4 1, Pagano e Missiroli esterni di centrocampo e Morosini centrale insieme a Barillà, con Bonazzoli unica punta. Tattica che non ha dato i frutti sperati, anche se la Reggina, nella ripresa, ha sfiorato il vantaggio in qualche occasione, soprattutto per merito di Rizzato, che ha scodellato in area un'infinità di palloni.

Le soluzioni offensive sono carenti, Bonazzoli rimane spesso isolato, le occasioni create non sono il frutto di azioni di gioco corali, bensì di giocate individuali, ora di Pagano, ora di Missiroli. E' impensabile, dopotutto, innalzare il livello di qualità del gioco con due elementi prettamente difensivi come Barillà e Carmona, quest'ultimo vera delusione del centrocampo amaranto.

La difesa non regge l'urto della categoria, frastornata ora da Mastronunzio, ora da Baclet, ora da Pinilla, attaccanti forti, ma in 9 anni di serie A credo che ne abbiamo visti di migliori. L'anno calcistico, purtroppo, non è iniziato nel migliore dei modi, non è sicuramente un compito facile quello che gli spetta a Lillo Foti e Rosati da ora in poi. Intervenire su un malato non è mai facile, e la Reggina di oggi lo è e deve essere curata. Dottor Foti in bocca al lupo.

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