PREMESSA

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Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

venerdì 23 dicembre 2011

IL FUORIGIOCO, DAL MAESTRO ARRIGO SACCHI AD OGGI

Torino 23 dicembre 2011 - E' tardi lo so, ma tra lavoro e calcio non riesco a trovare mai un po' di tempo da dedicare ai miei lettori che sono affamati di notizie. Di questo me ne scuso, cercherò di organizzarmi meglio e col passare del tempo riuscire ad archiviare nozioni di tattica che possono migliorare una squadra di calcio.

Oggi vi parlerò del fuorigioco, una tattica inesistente fino agli anni '90, introdotta dal maestro Arrigo Sacchi che cambiò drasticamente il calcio passando dal gioco a uomo a quello a zona: la Zona divenne un'opera d'arte che rasentava la perfezione. Tassotti, Baresi, Filippo Galli, Maldini hanno rappresentato l'incubo per chi doveva affrontare le trappole di un fuorigioco che, a Madrid, toccò il suo massimo della sua applicazione con decine di tranelli organizzati con scientifica determinazione ai danni di avversari avviluppati dall'offside.


Mettere in fuorigioco gli avversari diventa una tattica preponderante che oggi viene utilizzata dalle squadre più forti al mondo, ma più si scende di categoria e meno efficacie è il fuorigioco, vi spiego perchè: il calcio moderno ha portato un cambiamento a tutto il sistema calcio, adesso la velocità è una capacità fondamentale per un calciatore, e già in Serie A dove i segnalinee sono davvero bravi è molto difficile azzeccare ogni intervento, in quante partite assistiamo a vere defaillance della terna, colpa di un calcio che richiederebbe la tecnologia per essere imparziale, l'occhio del segnalinee non può arrivare al millimetro, ragion per cui molte partire risultano falsate anche se nella maggior parte di esse vince la squadra più forte.

Terna a parte il mio consiglio è di attuare un fuorigioco equilibrato e direttamente proporzionale alla forza della squadra, difatti, non a caso le squadre più deboli giocano di rimessa e non utilizzano questa tattica.
Più forte è la squadra e più si potrà alzare il baricentro e utilizzare un pressing ultra offensivo, perchè anche se non dovesse funzionare l'offside, i nostri 2 difensori centrali non avrebbero nessuna difficoltà a giocare uomo contro uomo.

La regola per salire è sempre la stessa, palla coperta si sale, palla scoperta si rincula verso la propria area di rigore. L'elastico difensivo è un movimento ideale in situazioni in continuo divenire, occhio però, la difesa si deve muovere in linea altrimenti è tutto inutile, basta un errore del terzino che la punta avversaria elude la nostra tattica.
Per palla coperta s'intende quando la palla in possesso dei nostri avversari non è giocabile in profondità, i casi sono diversi, palla alta, avversario girato di spalle, avversario con il piede lontano dal pallone, viceversa, in situazioni di palla scoperta si rincula verso la nostra porta. Nel caso dove gli avversari saltano il centrocampo e s'involano verso nostra porta la linea difensiva indietreggia e si stringe come un imbuto. Non si rincula all'infinito, in questa situazione si indietreggia fino a limite dell'area di rigore,  a quel punto la nostra linea sale contemporaneamente attaccando la palla.
Per migliorare questa tattica la squadra deve rimanere corta e il centrocampo deve fare un gran lavoro di filtro.

Nei settori giovanili o in campionati maggiori fino alla prima categoria dove non c'è il segnalinee, la tattica del fuorigioco deve essere usata con cautela, anche perchè l'arbitro non può vedere un fuorigioco dal cerchio del centrocampo e spesso fischia o non fischia a seconda della sua discrezione. Ma noi non possiamo di certo perdere la partita per colpa di un fuorigioco non visto, dunque in questi casi consiglio una difesa a zona che sappia attuare un grande elastico difensivo e delle diagonali a 3 linee: esce il terzino sull'ala, il centrale va in copertura, l'altro centrale segue la diagonale e il terzino opposto rimane in linea con il centrale formando così 3 linee.

Sono del parere che per vincere non bisogna avere concetti conformisti, giocare a uomo con il libero staccato non è retrogrado o antiquato, ben vengano squadre che fanno marcare le punte avversarie a uomo, anche perchè in Italia i difensori che sanno marcare si contano su una mano.
Un giorno ebbi una discussione con Gigi Cagni attuale allenatore del Vicenza il quale mi disse: "se insegni ai tuoi difensori a marcare è già un grande traguardo, per la zona ci penseranno in futuro".

R.L.


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