PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

lunedì 21 maggio 2012

IN BOCCA A LUPO BARCA





La stagione sportiva 2011/2012 sta per concludersi, siamo alle battute finali, è il tempo di fare i bilanci. Sono molto soddisfatto di questa annata calcistica, ma andiamo con ordine: alla fine dell'agosto scorso mi è stata affidata la conduzione tecnica del secondo gruppo esordienti 2000; non è stato un inizio facile, i ragazzi provenivano da 2 gruppi pulcini ben distinti e hanno vissuto l'approccio alla categoria in maniera fin troppo traumatica. Il salto al calcio a 9 non è stato automatizzato in poco tempo, difatti la prima amichevole disputata è finita 10 a 0 per gli altri. Mi si presentava davanti un lavoro abnorme, anche perchè mi sono trovato dei ragazzi con evidenti lacune tecniche, non per colpa loro ovviamente, ma di chi nei 3 anni precedenti non li ha seguiti e allenati al meglio delle loro enormi potenzialità. Apro una parentesi, con un lavoro orientato alla tecnica nei 3 anni precedenti, oggi questi ragazzi giocherebbero alla pari con le professionistiche. Ragion per cui ripeto ad oltranza l'importanza di collocare allenatori preparati già dalle categorie più piccole, dove bisogna insegnare con fare un passaggio, un dribbling, uno stop, un colpo di testa, allenando in modo variegato la motricità, fattore importantissimo che a volte è mal curato. Quanti ragazzi vediamo che non sanno correre?

Dall'inizio di settembre e nei mesi a seguire ho cercato per prima cosa di formare un gruppo solido e coeso, di fondamentale importanza è stato l'apporto del dirigente responsabile Vincenzo Tricarico il quale mi ha dato davvero una grossa mano in ogni situazione. Vincenzo è stato l'uomo più vicino a me durante tutta la stagione,  ho sempre sentito la sua fiducia, lo ringrazio di vero cuore, la stima che ho nei suoi confronti è infinita. E devo dire che sono stato molto fortunato a conoscere una persona così fantastica nel percorso del mio cammino.
Ringrazio anche gli altri dirigenti della squadra, vale a dire Giuseppe Granato, Raffaele Giuffrida, Luca Villari e il responsabile Salvatore Caccialupi, con loro ho un rapporto di amicizia davvero speciale. Sono tutte persone vere, presenti e disponibili.
Sul campo con i ragazzi abbiamo lavorato sodo al fine di recuperare il gap perso negli anni scorsi: abbiamo lavorato su molti aspetti, la tecnica di base è stata curata in ogni allenamento, così come la tecnica applicata al gioco del calcio, vale a dire tutti quegli esercizi che hanno bisogno di un livello di ragionamento che va dal facile al difficile, allenamento chiamato tattico-cognitivo.
Ho cercato di improntare il mio lavoro sulla coordinazione motoria, all'inizio i ragazzi erano molto impacciati, adesso sono migliorati molto sotto questo aspetto.
Il lavoro più difficile è stato quello di allenare l'attenzione, aspetto che secondo me è fondamentale per un giocatore di calcio: l'attenzione si allena con esercizi di psicocinetica che altro non è che la velocità di pensiero in movimento.
Di basilare importanza sono stati anche gli allenamenti che vanno a toccare tutte le capacità coordinative, l'importanza dell'organizzazione spazio temporale, cioè saper stare in campo spostandosi in relazione degli avversari e dei compagni.
Non ho tralasciato le capacità condizionali come rapidità e forza veloce effettuando sprint, skip e percorsi ad ostacoli.
Ho cercato di trasmettere ai ragazzi la mia mentalità, quella vincente, tramutata in campo da grinta, determinazione, concentrazione, carattere e personalità.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo vinto 7 Coppe: 2 primi posti, 3 volte siamo arrivati secondi e 2 volte terzi, poi abbiamo vinto il campionato autunnale e ci siamo confrontati alla pari contro squadre forti come Accademia Inter, J. Stars, Lucento e Vanchiglia.  Siamo scesi in campo senza mai perdere l'obiettivo principale, cioè il divertimento, e sempre nel rispetto delle regole del gioco, cioè massimo rispetto per gli avversari e per l'arbitro prima di ogni cosa.
La mentalità vincente è molto importante soprattutto per la vita di ogni ragazzo che deve pensare sempre in positivo per ottenere il massimo delle sue possibilità, tenendo presente che senza sacrifici non si va da nessuna parte.
Di contro ho cercato di insegnare ai ragazzi di saper accettare anche la sconfitta, anche perchè fa parte del gioco ed è formativa soprattutto a livello caratteriale.
L'importante è esprimersi sempre al massimo delle proprie capacità, poi si può anche perdere, ma con onore e dignità.
Avete avuto modo di leggere nell'immagine in alto che, con immenso dispiacere, il prossimo anno non sarò tra l'organigramma degli allenatori del Barcanova. Vorrei precisare che i rapporti con la società sono ottimi, non ci sono mai state delle divergenze e tutti abbiamo remato sempre per la stessa barca. Con il direttore sportivo Giorgio Trombini siamo in piena sintonia, il Ds conosce bene le mie ambizioni, i miei obiettivi e le miei aspettative, e sa che in futuro le nostre strade potrebbero incrociarsi nuovamente.
Sono orgoglioso di aver fatto parte di questa società, forse la più gloriosa di tutto il comprensorio piemontese, un grazie a tutti per quello che hanno fatto per me.
Sicuramente i ragazzi rimarranno per sempre un ricordo indelebile che sarà tatuato nel mio cuore, auguro loro un futuro ricco di soddisfazioni e felicità, e spero che avranno un ricordo positivo.
In questi mesi ho avuto parecchie richieste e se ho avuto una buona visibilità il merito è del Barcanova che mi ha permesso di farmi conoscere. Ringrazio tutte le società che mi hanno contattato, ho scelto di andare ad allenare gli esordienti del Brandizzo perchè motivato dai programmi della società biancoverde.
Non è un addio ma un arrivederci, un grazie di cuore a tutti gli amici del Barcanova, a tutti i genitori, e a tutti quelli che ho avuto l'onore di conoscere nei vari impianti del Barca. I miei amici siete voi, non dimenticatelo.
Un abbraccio
Rosario Ligato



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