PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

giovedì 22 marzo 2012

SOGNANDO IL CALCIO CHE CONTA


Torino 22 marzo 2012 - Alla soglia dei 30 anni, 29 il 24 aprile, mi capita spesso di pensare ai miei obiettivi, al mio futuro nel mondo del calcio, alle mie prossime mosse.
La mattina appena mi sveglio ringraziodo Dio e un pallone rotondo, una passione grande quanto la mia vita.
Dopo aver appeso le scarpe al chiodo mi sono dedicato ai ragazzini allenando la categoria Esordienti, una tappa obbligata per fare la cosiddetta gavetta.
Ho allenato ogni squadra pensando fosse il Real Madrid, curando particolari, dettagli, studiando esercizi, lasciando nulla al caso, e anche se alleno dei ragazzini ho cercato di improntare loro la voglia di vincere, la cosiddetta mentalità vincente che serve anche nella vita.
Guardando avanti però, ho la continua esigenza di confrontarmi con categorie superiori in modo da poter esprimere al 100 per 100 il mio concetto di calcio. Ogni categoria la considero di passaggio anche perchè ambisco sempre a quella superiore, una motivazione in più per fare sempre meglio e lavorare sempre con il massimo impegno.
Le mie ambizioni sono tante, e spero che tra qualche una prima squadra punti su di me, anche perchè credo di avere l'età giusta per fare il grande salto. Non mi pongo nessun limite, sarà il campo a stabilire se ho la stoffa per approdare nel calcio che conta, nel frattempo cerco di non farmi trovare impreparato.

Ciao a tutti.



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