PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

mercoledì 11 aprile 2012

CAMPIONI CERCASI, L'IMPORTANZA DELLA SCUOLA CALCIO


Spesso noi allenatori ci troviamo a guidare una squadra composta da giocatori che hanno molte lacune tecniche, ma non solo: guardando il calcio a 360° e girando per i campi ho potuto constatare che dalle categorie giovanissimi, allievi e Juniores, la qualità è veramente bassa, ciò mi induce a scrivere questo articolo per esortare i lettori addetti ai lavori ad improntare una cultura calcistica che non può prescindere dal lavoro nella scuola Calcio.
Spesso vedo papà che si improvvisano allenatori nelle categorie più piccole, quando invece servirebbero dei veri maestri e istruttori qualificati. Tutto questo perchè le società sportive tendono al risparmio non sapendo che i 500 euro al mese risparmiati per pagare un buon istruttore saranno 50 mila persi in futuro. Anche perchè ritengo che il lavoro sui piccoli sia fondamentale in quanto propedeutico al campione di domani.
Nella fase che va dai 6 ai 12 anni il piccolo calciatore acquista tutta una serie di componenti tecnico cognitive e coordinative, e soprattutto delle qualità morali e caratteriali importanti che determineranno il giocatore del domani.
Senza un lavoro orientato prettamente sulla Scuola Calcio sarà difficile avere delle squadre forti e soprattutto calciatori che possono arrivare al calcio che conta.

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