PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

giovedì 14 aprile 2011

Arrivederci Champions


I Campioni d'Europa vengono eliminati dallo Schalke 04 e abbandonano la competizione. Decisivo il match dell'andata dove i tedeschi si imposero per 2 a 5.

Gelserkinchen 13 aprile 2011 - I miracoli di solito li fa Dio, l'uomo invece cerca di compiere delle imprese che sono in linea con le sue potenzialità.
Ribaltare il match dell'andata era una missione impossibile, ma la partita andava giocata ugualmente, con tanto d'impegno e di dignità.
L'ottimismo della vigilia era solo un modo per sfuggire ai giornalisti che poveretti cercano di fare il proprio lavoro con tanto di sacrifici che non sempre sono ripagati e riconosciuti dal lettore o dai vertici del giornalismo stesso tanto per capirci. E' una carriera difficile, a volte trovare una notizia è come fare un salto nel vuoto, emozionare il lettore poi è la cosa più difficile. 
Stasera chi doveva emozionare i tifosi dell'Inter erano i giocatori, ma l'eliminazione era già stata decisa a Milano, impossibile ribaltare un 2 a 5, specie per una squadra che ha 6 undicesimi fuori condizione. Ed il campo sancisce l'ennesima sentenza, Schalke in semifinale, Inter a casa a guardare le restanti partite davanti alla Tv,  distesa sul divano con una birra in mano.
A Gelserkinchen l'Inter ha provato a riaprire i giochi ma la forza d'urto nerazzurra ha fatto solo il solletico alla modesta difesa tedesca: Milito è l'ombra di quel giocatore che come un coltello tagliava le difese avversarie e bucava la porta gonfiando la rete in ogni modo, testa, piede, ginocchio, sedere. Eto'o invece ha più di 50 partite sulle gambe e nonostante tutto ha ancora energie da spendere che però non si tramutano in qualcosa di importante come il gol, almeno stasera.
Sneijder vive un anno a corrente alternata, come Milito è un giocatore da ritrovare, l'olandese ha perso lo smalto dei tempi migliori, e i tifosi dell'Inter vogliono ancora ammirare le giocate d'alta classe del genio d'Olanda.
Nel primo tempo l'Inter schiaccia lo Schalke nella propria metà campo ma non riesce a segnare quel gol che avrebbe reso meno pesante l'annunciata disfatta, quel gol che trova invece Raul allo scadere del primo tempo.
Nella ripresa Pandev rileva Stankovic e dopo pochi minuti l'Inter pareggia grazie a T. Motta che sfrutta una mischia in area tedesca. La partita ormai è segnata ma i nerazzurri vogliono tentare almeno di uscire dal campo con una vittoria. Nagatomo è l'uomo più attivo, è lui infatti a trovare il pertugio giusto per il cross, ma nè Milito nè un fantasma nerazzurro trovano l'appuntamento con il gol.
La squadra di Leonardo perde di lucidità, il centrocampo non ha più energia per filtrare le ripartenze tedesche e dopo un errore di Milito lo Schalke ribalta l'azione prendendo in controtempo tutta la difesa dell'Inter e va in gol con Howedes che trafigge J. Cesar.
Finisce così l'avventura dei nerazzurri in Europa, una sconfitta annunciata dopo la partita di andata. Per futuro c'è aria di rivoluzione, sia mentale che tecnica: via giocatori finiti come Cordoba, Materazzi, Milito, Stankovic, via gente non da Inter come Chivu, Pandev, Coutinho, Karja, Mariga, via anche gente demotivata come Maicon che sembra aver pagato a caro prezzo la mancata cessione al Real Madrid. 
Dentro invece  tanta gioventù abbinata alla qualità, c'è un centrocampo da rifondare, un attacco da ricostruire, un impianto di gioco da creare, con quale allenatore non si sa, Leonardo dovrebbe continuare anche per la prossima stagione, ma Moratti ha un sogno, portare a Milano un certo Guardiola, attuale allenatore del Barcellona.

SCHALKE 04 - INTER 2-1 (and. 5-2, tot. 7-3, qual. SCHALKE 04)
45' Raúl (S), 49' Thiago Motta (I), 81' Howedes (S)

SCHALKE 04 (4-4-2) Neuer 6,5; Uchida 6 Metzelder 6 Howedes 6,5 Sarpei 6; Baumjohann 6 (73' Draxler S.V.) Matip 6 Papadopoulos 6 Jurado 6 (86' Schmitz S.V.); Raúl 7,5 Edu 5 (77' Charisteas S.V.) (a disp. Schober, Plestan, Hao, Karimi). Allenatore: Ralf Rangnick 

INTER (4-3-1-2) Julio Cesar 6; Maicon 5,5 Lucio 5,5 Ranocchia 6 Nagatomo 6,5; Zanetti 5,5 Thiago Motta 6 Stankovic 5,5 (46' Pandev 5); Sneijder 5; Milito 4 Eto'o 5 (a disp. Castellazzi, Cordoba, Kharja, Cambiasso, Materazzi, Coutinho). Allenatore: Leonardo

Arbitro: Skomina (Slovenia; ass. Arhar e Stancin, quarto ufficiale Vincic, ass. di porta Jug e Ponis)

Ammoniti: Raúl, Papadopoulos (S), Lucio, Thiago Motta (I)

Spettatori 55 mila.


Rosario Ligato

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