PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

domenica 17 aprile 2011

Mazzarri, un giorno vincerai!


Vabbè che il sogno è sempre stato forse troppo più grande della realtà, ma essere svegliati da un futuro azzurro (come spiegare la mancata esultanza di Inler?) e da un ex come GermainDenis, mai troppo amato dalla Curva B, pare davvero troppo anche per un popolo generoso come quello partenopeo.
Il Napoli vede sfumare quasi tutte le speranze tricolori al cospetto di un’Udinese imprevedibile che dà una nuova svolta al suo campionato nella serata in cui era priva dei due suoi talenti Sanchez e Di Natale.
Un 2-0 che turba la giornata della Lazio, davanti ai friulani di un solo punto ed attesa al Friuli alla penultima giornata mentre il Napoli cade ancora vittima della sindrome delle sconfitte gemelle: dopo i ko all’andata ed al ritorno contro Milan e Chievo ecco anche la seconda caduta contro i bianconeri, capaci di far risaltare al meglio i limiti fisici e tattici della creatura di Mazzarri. Che sarebbe stata una brutta serata per il Napoli lo si era infatti già capito nel primo tempo, giocato sotto ritmo da una squadra parsa stanca e senza idee: d’accordo che l’Udinese era copertissima con cinque, a tratti sei centrocampisti, ma non si sono mai viste le sgroppate di Maggio e Dossena ed il resto l’hanno fatto la precaria condizione di Lavezzi e la capacità dell’Udinese di coprire e ripartire assistendo Denis a turno con Pinzi, Armero ed Asamoah.
Ospiti già vicino al gol con Denis e Pinzi nel primo tempo e poi a bersaglio al 10’ della ripresa con un destro all’angolino di Inler parso alquanto turbato dalla realizzazione: sei minuti dopo Denis, su assist di Armero, stoppa e fa secco De Sanctis per poi lasciarsi andare ad una debole esultanza. Il San Paolo si zittisce lasciando soli i propri eroi che lottano con orgoglio fino alla fine: Maggio sbatte contro la traversa, Cavani sbaglia un rigoreMascara segna al 95’ ma è troppo tardi. Quanto basta però per guadagnarsi l’applauso del pubblico, quello che non dipende dalla vittoria di uno scudetto impossibile.
Classifica:
Milan 71
Napoli 65
Inter 63
Lazio 60
Udinese 59
Roma 53
Juventus 52
Palermo 47
Cagliari 44
Fiorentina 43
Genoa 42
Bologna (-3) 40
Chievo 39
Catania 36
Lecce 35
Parma 35
Cesena 34
Sampdoria 32
Brescia 30
Bari 21

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