PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

sabato 16 aprile 2011

Rivoluzione Inter

Milano, 15 aprile 2011 -  Con l'eliminazione dalla Champions League e con le speranze scudetto ridotte a lumicino, l'Inter punterà tutto sulla Coppa Italia per non concludere la stagione a "zeru tituli".
Nell'ambiente nerazzurro il malcontento serpeggia a voce bassa: nessuno intende colpevolizzare i giocatori per le ultime prestazioni che difatti hanno allontanato la squadra da 2 obiettivi alla portata della Beneamata, il ricordo del Triplete è ancora fresco nella mente di ogni tifoso nerazzurro e la riconoscenza è un valore divino che fa parte del dna del popolo interista.
I tifosi hanno mal digerito l'eliminazione in Champions ad opera dello Schalke 04, squadra mediocre e nulla più, ma è sempre il campo che decide chi deve vincere o perdere, e obiettivamente i tedeschi non hanno rubato nulla.
L'Inter è arrivata alla sfida di Champions sfiancata come un pugile che sta per cadere al tappeto, i colpi inferti da Pato e Cassano nel derby hanno fatto troppo male, soprattutto mentalmente, dove dopo anni di supremazia i nerazzurri si sono sentiti inferiori ai cugini del Milan. E non è un caso che la squadra scesa in campo nell'andata di Champions ha perso completamente la bussola oltre che la faccia prendendo 5 schiaffi dai tedeschi, vera bestia nera dell'Inter.
Se Mourinho riusciva a proteggere la squadra tenendo lontano le tensioni che si accumulavano gioco forza in ogni partita di livello, Leonardo non ha saputo giocare le carte che aveva in mano: il brasiliano ha perso tutti gli scontri diretti da quando riveste l'incarico di allenatore, sia in veste milanista che in veste interista,  sarà un caso?
In questa stagione ci sono stati diversi errori da parte della società che non è esente da colpe: in primis il presidente Massimo Moratti che non ha saputo scegliere l'erede dello Special One. Serviva un allenatore che conosceva il calcio italiano, invece è stato portato a Milano quel Rafael Benitez che per anni ha fatto il manager nel Liverpool, vincendo sì una Champions League, ma dopo un pacco regalo firmato Ancelotti.
Moratti e Branca hanno sorvolato il calciomercato pensando che la squadra vincente dell'anno prima poteva rivincere tutto senza problemi. Purtroppo i 2 leader dell'Inter non hanno calcolato che le fortune nerazzurre erano targate Jose Mourinho e la perdita del tecnico portoghese ha lasciato un vuoto incolmabile nella struttura della squadra. Una squadra che non era la più forte, ma era la più motivata, ed alla fine la fame di successi ha pagato.
A maggior ragione il calciomercato doveva essere un gioco a scacchi: Maicon e Milito volevano il Real Madrid e tenerli ad ogni costo è stato un errore fatale. 
Il brasiliano aveva un valore di mercato importante così come l'argentino, dopo questa deludente stagione sarà difficile piazzarli a cifre esorbitanti. Una cosa è sicura, l'Inter deve ringiovanire una squadra che ha chiuso un ciclo importante coronato dalla Champions League, un trofeo che mancava da troppi anni nella bacheca dell'Inter.
Prima di scegliere i cavalli di razza che dovranno correre nel palio di San Siro bisognerà capire se sarà ancora Leonardo a guidare i nerazzurri. Moratti e Branca hanno un debole per Guardiola, ma se quest'ultimo non si libererà dal Barcellona allora si andrà avanti con il tecnico brasiliano. Mihajlovic continua ad essere monitorato dalla società di Milano: nessuno ha dimenticato il carattere del serbo e una sua scelta non dispiacerebbe.
Scelto l'allenatore bisognerà ringiovanire una squadra troppo avanti con gli anni: lasceranno l'Inter i vari Cordoba e Materazzi, ma molti altri calciatori sono sulla graticola. Chivu, Pandev, Coutinho, Mariga, Milito, Karja, e Maicon potrebbero partire.
Se la difesa può contare sull'asse centrale Ranocchia, Lucio e Samuel; sugli esterni, oltre a Nagatomo che si sta ritagliando un ottimo finale di stagione, serviranno 2 incursori di qualità: oltre a Criscito l'Inter segue Rafinha del Genoa. Moratti è in ottimi rapporti con Preziosi e lo scambio di calciatori tra le 2 società è destinato a continuare.
Ma è il centrocampo il reparto che necessita di maggiore freschezza atletica: T. Motta e Cambiasso hanno dimostrato che non possono coesistere e Zanetti non ha più il passo dei tempi migliori: l'Inter è vicinissima a Montolivo della Fiorentina ed è sulle tracce di Poli e Parolo. Sul centrosinistra i nerazzurri seguono Asamoah dell'Udinese per completare un reparto che nell'ultima stagione è stato più volte in balia degli avversari.
In avanti Sneijder dovrà trovare le giuste motivazioni per ritornare quel campione che abbiamo ammirato fino ai Mondiali sudafricani, a lui il compito di innescare le punte che dovrebbero essere Eto'o e Pazzini. Branca inoltre cercherà di portare a Milano 1 tra Tevez del City e Sanchez dell'Udinese. Quest'ultimo è il prescelto da Moratti ma l'elevato costo del suo cartellino non fa ben sperare.
La quarta punta sarà Castaignos, l'attaccante del Fayenoord di cui si dice un gran bene.

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