PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

domenica 15 maggio 2011

Bari ko, Lecce salvo


MILANO, 15 maggio 2011 - Il Bari per l'onore, il Lecce per la salvezza. Entrambi per la rivalità, perché un derby è sempre un derby. La spuntano gli uomini di De Canio, che grazie a due gol di Jeda nella ripresa (il secondo deviato in rete da Masiello) allunga a 5 i punti di distacco sulla Sampdoria, guadagnandosi aritmeticamente la permanenza in serie A.
La grinta di De Canio. Lapresse
La grinta di De Canio. Lapresse
SCHIERAMENTI — Speculari gli schieramenti in campo al fischio di inizio. Mutti schiera Bentivoglio dietro alla coppia d'attacco Huseklepp-Romero, nel 4-3-1-2 del Lecce è Bertolacci l'uomo regista che deve innescare Di Michele e Chevanton (preferito da De Canio a Jeda). Nel corso del primo tempo però ci saranno diverse sostituzioni a causa di infortuni di gioco: Nel Bari Alvarez entrerà per Romero, gli ospiti dovranno invece rinunciare a Bertolacci (stiramento) e Olivera (da verificarne le condizioni): al loro posto Munari e Brivio, con forzato rialzamento della posizione di Mesbah a esterno di sinistra a centrocampo.
POCHE EMOZIONI — Il primo tempo è equilibrato, davvero poche le emozioni. Il Lecce parte forte, in avvio di partita è evidente la volontà di portare a casa i tre punti. Vives limita la manovra di Bentivoglio, Tomovic spinge parecchio sulla sinistra, Di Michele appena può ci prova. Ma di occasioni nitide in realtà ce ne sono ben poche, perchè il Bari è bravo a chiudere gli spazi e Gillet è in gran forma. Alla mezz'ora, dopo un quarto d'ora di noia pura, la ciccata clamorosa di Kopunek, che incredibilmente non arriva a toccare in rete su cross di Huseklepp. Il Lecce è scosso. Ma a volte le scosse ridanno vita. E allora gli ospiti tornano ad attaccare e al 44' arriva la fiammata di Mesbah: il suo sinistro è il brivido maggiore del primo tempo, che si chiude con il boato del settore del Lecce per il vantaggio del Palermo sulla Sampdoria.
Il colpo di testa di Jeda per l'1-0. Lapresse
Il colpo di testa di Jeda per l'1-0. Lapresse
I GOL — Nella ripresa la partita si infiamma. Il Bari non vuole fare regali e attacca. Il Lecce apprende del pareggio della Sampdoria e decide che è il momento di sbloccare il risultato. Jeda va così in gol dopo soli 7': su calcio d'angolo il suo colpo di testa arriva dove Gillet non può nulla. Il vantaggio porta ancora più forza e convinzione agli ospiti. E il miracolo in scivolata di Belmonte sull'azione coordinata di Vives-Tomovic e Jeda è solo l'annuncio di quello che avverrà al 34': il raddoppio. Aiutato, in realtà da un tocco di Masiello, che devia in autogol un sinistro di Jeda. Già, ancora Jeda,, uomo gol e protagonista del match. Di Michele non risparmia altre belle giocate, e il Bari, seppur più vivo rispetto al primo tempo, ormai non può più nulla.

VERDETTO FINALE — Il campo, dove il gioco per due minuti deve essere fermato da Morganti per i petardi degli ultras, ha ormai emesso il suo verdetto. Il Palermo, che alla fine batte la Samp regalando ai salentini la serie A anche per l'anno prossimo, lo rende ancora più amaro. Ai padroni di casa, neanche l'impresa di salvare il salvabile, l'onore e la maglia con una vittoria nel derby, è riuscita. Dunque fuori a testa bassa. Perché il San Nicola è nelle mani dei cugini. E dei loro tifosi, che festeggiano una vittoria meritatissima, ma, soprattutto, i 41 punti nella cassaforte del Lecce. 41 punti che si leggono così: "Salvezza".

Nessun commento: