PREMESSA

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Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

giovedì 26 maggio 2011

Play Off Lega Pro al via


I momenti che valgono una stagione sono arrivati. Via al campionato nel campionato chiamato playoff, giunto alla diciottesima edizione e pronto a regalare come sempre emozioni in quantità industriale. Ancor di più quest’anno, in una stagione senza padroni (Nocerina e Gubbio a parte…) e vissuta all’insegna dell’equilibrio, che pare destinato a confermarsi pure in una post season incertissima, come si evince dalla distanza minima, rispettivamente otto e sei punti, che separa le seconde dalle quinte nei due gironi. A farla da padrone è la Campania, che ha colonizzato la metà dei posti a disposizione.



Girone A. Tutti a caccia di… E’ difficile individuare una favorita in un lotto di squadre che, Salernitana a parte, non calcano il palcoscenico cadetto da almeno un lustro (Verona) fino a superare il quarto di secolo (Alessandria). La classifica concede un importante vantaggio agli amalfitani, ma l’assenza di Paulinho, che salterà sicuramente almeno le semifinali, rappresenta un serio handicap per Simonelli, che sul fiuto del gol del brasiliano ha fondato la sua manovra d’attacco. Ma molto sulla reale forza del Sorrento dimezzato si capirà a Verona, contro una squadra che non ne vuole sapere di cadere ancora a pochi metri dal traguardo: passare indenne al Bentegodi regalerebbe il pieno di fiducia ai rossoneri. Dall’altra parte l’Alessandria sembra chiamata ad un’impresa difficile, lenita solo parzialmente dal vantaggio attribuitole dal miglior piazzamento: la Salernitana del girone di ritorno è stata senza tema di smentite la miglior squadra dell’intera Prima Divisione, fortificata dai problemi societari che hanno compattato il gruppo. Il futuro è più che un’incognita ma la promozione contribuirebbe a diradare le nubi. Ancor più se ottenuta in un derby regionale…

Girone B. Nel raggruppamento centro-meridionale invece la favorita d’obbligo c’è. E si chiama Benevento, a dispetto del tentativo di smarcarsi del presidente Vigorito che per alleggerire la pressione (pardon, l’autentico incubo) che assale le streghe al momento di disputare i playoff ha affidato ad altre squadre il ruolo di formazione da battere. Magari al lanciatissimo Atletico Roma di Chiappara, certo non secondo a nessuno in quanto a nomi e potenziale ma a rischio braccino davanti ad un traguardo così ambizioso. Ma dopo il dramma sportivo di due anni fa contro il Crotone il Benevento non può più sbagliare: ora che si conosce e si sa come affrontare lo stress mentale che comportano partite come queste, ora che c’è stato pure tutto il tempo per prepararsi pure fisicamente all’appuntamento, è arrivato il momento di superare il sortilegio playoff che ha visto i sanniti sempre sconfitti in Prima o Seconda Divisione. Galderisi sa che può solo vincere, a cominciare dalla semifinale-derby contro una Juve Stabia che comunque promette battaglia, a dispetto del finale di stagione in sordina.

Sarà un playoff strano con tre formazioni su quattro che vedono vicinissima una promozione mai toccata. Il ruolo della “decana”, oltre al Benevento che la serie B non l’ha mai giocata ma solo sfiorata diverse volte, spetta al Taranto. Ed allora attenzione proprio agli jonici cui Davide Dionigi ha regalato gioco ma anche pragmatismo: difesa impermeabile, attacco guizzante. La serie B manca da quasi vent’anni. Ed il derby contro il Bari da venticinque. Dati che andrebbero aggiornati…

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