PREMESSA

PREMESSA

DIVENTARE CAMPIONI

"La tecnica è una cosa che impari da piccolo, giocando, provando e riprovando. Non te la insegna un allenatore.
Il percorso che faceva il campione, o comunque il buon giocatore, fino a qualche anno fa era questo: dai cinque ai tredici anni è gioco, in cui, che sia un muro o degli amici, prendevi confidenza con il pallone; dopo incontravi l’allenatore, che ti insegnava come si stava in uno spogliatoio, in un gruppo e le regole.
Ti eri già fatto un bagaglio di gesti e di tecnica importante: i ragazzi che noi cresciamo hanno dei limiti. Ad esempio, pochissimi oggi sanno giocare indistintamente sia con il destro che con il sinistro, eppure fanno allenamenti tutti i giorni ricercando la tecnica con entrambi i piedi. Questo accade perché abbiamo perso il vero momento in cui si impara la tecnica, abbiamo perso la competizione. I ragazzi di oggi sono ben messi fisicamente, ma hanno questi limiti tecnici: non parlo di gesti, parlo di una fantasia che non è mai stata incentivata. A noi non manca il calciatore che stoppa la palla o fa un passaggio correttamente, noi abbiamo bisogno della giocata che ci cambia la partita”.

CITAZIONE

Non sono gli Esercizi che fanno migliorare un giocatore, sono i Giocatori che fanno migliorare un Esercizio. RL

sabato 14 maggio 2011

Verso Bari-Lecce

All'andata fu vittoria speranza...

 
L'esultanza di Stefano Okaka dopo il gol vittoria nel derby del 6 gennaio scorso
L'esultanza di Stefano Okaka dopo il gol vittoria nel derby del 6 gennaio scorso
Quando il pallone di Stefano Okaka trafisse la rete della porta salentina,le speranze salvezza si materializzarono come non mai per la comitiva allora allenata da Gimapiero Ventura. La vittoria nelderby della Befana contro il Lecce, portò, per qualche ora, buon umore tra la folla barese, regalando più di un ragionevole motivo per sperare nella fatidica riscossa. Il Bari di allora, già ultimo in classifica, voleva assolutamente quanto poi ottenuto, ovvero i tre punti al Via del Mare che, in colpo solo, ricucirono lo strappo tra il galletto e le altre squadre in lotta per non retrocedere e diedero al sodalizio biancorosso la possibilità di ripartire, dopo i primi quattro mesi di campionato gettati al vento tra sconfitte, infortuni e polemiche.
Così, purtroppo, nun fu. Il Bari espugnò Lecce, ma non riuscì nell'intento di riaprire il suo campionato. La domenica seguente, contro il Bologna al San Nicola, si perse di nuovo, come si perse nelle successive uscite, sino ad arrivare alla matematica retrocessione con quattro turni d'anticipo. Ora, il ritorno. Una partita importante, questa volta, per i cugini giallorossi, bisognosi di punti salvezza. I salentini, però, con l'eventuale vittoria nel derby si salverebbero per davvero, non come il Bari, a cui, come spiegato, la vittoria dell'andata non è servita ad evitare l'amara retrocessione in serie cadetta.

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